«Porterò la voce della piazza»
intervista a Camilla Vallejo
(Il Manifesto, 20 novembre 2013 )

INTERVISTA DI GERALDINA COLOTTI: Al primo turno delle elezioni, domenica, in parlamento con Nueva Mayoria anche i leader dei movimenti studenteschi. «Il mio impegno in parlamento rafforzerà la nostra lotta», dice al manifesto Camila Vallejo. La popolare leader degli studenti cileni, 25 anni, è stata eletta domenica, primo turno delle consultazioni vinte con il 46% da Michelle Bachelet (il ballottaggio si terrà il 15 dicembre).
Vallejo, candidata nel distretto della Florida per il Partito comunista (questa volta interno all’alleanza di centrosinistra Nueva Mayoria), ha ottenuto il 43,6%. Ce l’hanno fatta anche altri giovani leader dei movimenti come Karol Cariola, segretaria generale della Gioventù comunista, Giorgio Jackson, di Revolucion Democratica, e Gabriel Boric, di Izquierda Autonoma, proveniente dai gruppi radicali degli anni ’90.
Dalle piazze al parlamento.
Come vede il suo nuovo ruolo?
Come deputata la mia sfida sarà quella di portare in parlamento i
contenuti imposti nelle piazze dal movimento sociale. Faremo approvare nuove
leggi sui temi per i quali abbiamo lottato: il diritto all’istruzione pubblica,
gratuita e di qualità. Una nuova costituzione per il Cile che si lasci
definitivamente alle spalle la disastrosa eredità politica, culturale, economica
e sociale di Augusto Pinochet. Una nuova legge del lavoro che assicuri i
diritti dei lavoratori. Una sanità decente che non sia basata sulla
speculazione e il lucro. Un sistema pensionistico giusto e ugualitario. Un
insieme di trasformazioni che la società cilena sta domandando da molti anni.
Pensa che i comunisti possano
condizionare l’azione politica di Bachelet?
La presenza dei comunisti nell’alleanza Nueva Mayoria ha
significato un cambiamento nell’impostazione programmatica. Senza dubbio con il
nostro concorso l’arco delle proposte si è spostato molto più verso i diritti
del popolo, verso l’approfondimento della democrazia. Dopo, si tratterà di far
in modo che questi cambiamenti non rimangano sulla carta e si avanzi sempre di
più, perché ci sono temi che richiedono molto impegno. Certo, non possiamo
pretendere che in quattro anni si possano attuare tutte le trasformazioni
strutturali che il paese richiede, ma è necessario tracciarne il cammino.
Speriamo di riuscire a far votare in parlamento le leggi per cui ci siamo
impegnati e che sono state annunciate. Nueva Mayoria oggi ha la maggioranza nel
Congresso, sia in termini di deputati che di senatori.
Che pensa del voto mapuche nella storica regione dei nativi,
l’Araucania? La candidata di destra, Evelyn Matthei vi ha realizzato il suo
miglior risultato.
È
un peccato che a causa del sistema elettorale binominale molti candidati non
riescano a farsi eleggere, anche se ottengono un buon risultato. Molti
candidati del popolo mapuche si sono presentati e non sono stati eletti. E così
è stato per esponenti politici di altre etnie. Speriamo che con i necessari
cambiamenti alla costituzione anche le leggi che reggono l’attuale sistema di
voto diventino più rappresentative, più proporzionali. I mapuche devono essere
rappresentati in parlamento, come in tutte le istanze del potere statale, così
indica la Convenzione 169 dell’Ilo sui diritti dei popoli indigeni e tribali.
In ogni caso, nella zona dell’Araucania, Nueva Mayoria ha ottenuto il 54% dei
voti quanto ai deputati; il 53% dei senatori, e la nostra candidata alla
presidenza ha totalizzato il 49,56% dei voti. Questo ci consentirà di avanzare
con maggior giustizia e di avere una più adeguata rappresentanza di tutti quei
settori della società che continuano a essere marginalizzati ed esclusi.